Assemblea del 12/11/2020

Il giorno 12 del mese di novembre dell’anno 2020, alle ore 18, si riunisce on line, sulla piattaforma Google Meet, l’assemblea del GAABE, per deliberare sui seguenti punti all’ordine del giorno:

  1. Gestione ordine agrumi SOS Rosarno
  2. Discussione e scelta fornitore legumi. Scelta responsabile ordine
  3. Miglioramento assetto Smart GAABE. Anche in vista del prossimo lockdown (gruppi di vicinato)
  4. Proposta presentazione Saccomatto
  5. Calendario ordini extrasporte per novembre e dicembre
  6. Modalità di presentazione di una nuova azienda: promemoria
  7. Ordini extrasporta: in linea di massima un ordine è per la propria famiglia e non per amici e parenti
  8. Presentazione del produttore di Cosmetici Faben s.r.l.
  9. Ordini extrasporta: modalità per evitare sovrapposizioni di ordini con cancellazione ordini altri gaabisti.

Sono presenti all’assemblea 25 membri del GAABE. Coordina il dibattito Fabio Guardabassi. Funge da segretario Renato Conti.

1. Gestione ordine agrumi SOS Rosarno
In merito al primo punto all’ordine del giorno, interviene Renato per informare che, temporaneamente, per la gestione dell’ordine agrumi della cooperativa “Mani e Terra” di SOS Rosarno si è costituito un gruppetto formato dai soci Raffaele Mucciato, Osvaldo La Rosa e Fausto Cazzaniga, con la collaborazione di Marie Debicki e dello stesso Renato, che si è incaricato di fornire agli altri tutte le informazioni sulla gestione dell’ordine e sui contatti con gli amici di Rosarno, compreso il nuovo listino prezzi. L’ordine è stato già aperto on line e verrà chiuso il 28 novembre. Contiene cassette di arance, clementine, limoni, pompelmi rosa e bergamotti, oltre che diversi tipi di marmellate di agrumi, mentre per mandarini e avocados è ancora troppo presto, e si rimanda ad un prossimo ordine. Si conta di distribuire i prodotti e le cassette entro venerdì 11 dicembre. Trattandosi naturalmente di un ordine “corposo” soprattutto per le quantità di prodotti, si richiede la collaborazione di tutti per dare una mano a scaricare e sistemare le cassette, e possibilmente prelevarle prima di venerdì 11 dicembre.

Raffaele Mucciato interviene per richiamare l’attenzione sulle modalità di pagamento, che dovrebbero avvenire privilegiando metodi senza l’uso di contanti, come ad es. Satispay, Paypal, o il bonifico on line.

Anche quest’anno è presente l’iniziativa delle cosiddette “arance sospese”, e cioè cassette da 10 Kg di arance da succo, dal costo di 6 Euro a cassetta, che è possibile comprare per destinarle a gruppi ed associazioni che si occupano di assistenza a persone o famiglie fortemente indigenti, come ad es. emigranti, senza tetto, richiedenti asilo o rifugiati. Si discute sulle modalità per finanziare questa lodevole iniziativa, a cui il GAABE ha già aderito negli anni passati. Renato ricorda che in passato si era a tal scopo stabilito un contributo di 20 centesimi a cassetta, e che le cassette inviate come “omaggio” erano state vendute come “fuori sporta”, il cui ricavato è servito per l’acquisto di arance “sospese”. Francesca Cau interviene per sottolineare l’importanza, per un Gruppo di acquisto “solidale”, di effettuare, come gruppo, un gesto di concreta solidarietà, soprattutto in questo momento così difficile per tante persone e famiglie. Dopo lunga e attenta discussione si decide di stabilire per le arance sospese un contributo di 20 centesimi per cassetta (o 10 centesimi per mezza cassetta); inoltre si decide di aggiungere sull’ordine on line una colonna con il prezzo delle arance sospese al Kg (60 centesimi), chiedendo ad ognuno degli ordinanti di indicare, eventualmente, quanti Kg di arance sospese intende finanziare. Renato interviene per dire di avere già segnalato i nominativi dei responsabili del Centro Astalli e della Comunità di sant’Egidio, e chiede a tutti di segnalare eventuali gruppi locali che si occupano di assistenza a persone bisognose.

2. Discussione e scelta fornitore legumi. Scelta responsabile ordine
Si passa poi a discutere il secondo punto all’ordine del giorno. Interviene Renato per dire di aver proposto questo argomento, perché si rende necessario scegliere un nuovo fornitore di legumi e un nuovo responsabile dell’ordine, dal momento che Elsa Addessi ha dovuto lasciare il gruppo e l’incarico di responsabile dell’ordine, e che la cooperativa “Il Pugnalone” non è più disponibile a effettuare le consegne. Elsa aveva contattato diverse aziende del territorio, a cui aveva inviato la scheda da compilare con le dovute informazioni. Renato si è incaricato di vagliare le caratteristiche delle diverse aziende contattate e dei loro prodotti, compresi i prezzi di vendita e le certificazioni del biologico, mettendole in relazione con le nostre esigenze e con la gamma di prodotti richiesti. Delle quattro aziende contattate (Campomoro, di Grotte di Castro, RT; Marco Camilli, di Onano, VT; Farfarina, della provincia di Rieti, e Giuseppina Dolci, di Monteleone di Spoleto, TR) , quella che all’analisi è apparsa la più rispondente alle nostre esigenze, sia per la tipologia, la varietà e la qualità dei prodotti (farro, cereali, diverse varietà di legumi e zafferano), sia per i prezzi, è l’azienda di Giuseppina Dolci (http://www.farrodimonteleone.it/) che è situata in alta Val Nerina in Umbria (tra l’altro in una zona colpita dal terremoto, e quindi meritevole di sostegno), e che si è dichiarata disponibile per effettuare delle visite. E’ un’azienda che già vende i propri prodotti in alcuni negozi di Roma, prodotti di buonissima qualità, come testimoniato da Alessandra Chiappini.  Fabio Guardabassi interviene per dichiararsi d’accordo con la scelta suggerita da Renato e propone di effettuare subito un primo ordine. Si tratta ora di individuare un nuovo responsabile dell’ordine dei legumi. Per questo incarico si dichiara disponibile Federica Alberino, eventualmente coadiuvata da Anna Iacelli, trattandosi di un ordine complesso soprattutto per la variegata tipologia dei prodotti. L’assemblea approva all’unanimità.

3. Miglioramento assetto Smart GAABE. Anche in vista del prossimo lockdown (gruppi di vicinato)
Sul terzo punto all’o.d.g. interviene Francesca Cau, che l’ha proposto allo scopo di migliorare la gestione del Gruppo di Acquisto, anche in vista di un prossimo lockdown. Intanto Francesca chiede a tutti di ridurre e possibilmente evitare i pagamenti in contanti, preferendo altri metodi come ad es. Satispay o il bonifico bancario. Poi a suo parere sarebbe il  caso di riattivare i “gruppi di vicinato” che erano stati implementati durante il primo lockdown e che dovevano servire per creare una forma di collaborazione tra i gaabisti vicini di casa, ad es. per organizzare le consegne a domicilio o per prelevare le sportine al Casale. A suo tempo era stata redatta una mappa delle residenze dei soci del Gruppo, che ora verrà aggiornata con i nominativi e gli indirizzi dei nuovi arrivati. A tale proposito interviene Cristina Mechelli che ricordare che si tratta di uno strumento molto utile e che il suo gruppo di vicinato ha funzionato abbastanza bene. Interviene anche Irene Olivieri per riportare l’esperienza del suo gruppo di vicinato che però aveva trovato delle oggettive difficoltà ad organizzarsi per le consegne a domicilio. Renato ribatte che in questo caso però è diverso, perché ora si tratta di incaricare eventualmente uno del gruppo ad andare al Casale per prelevare le sportine o gli ordini vari, cosa che può essere molto utile in tempi di lockdown o di eventuali quarantene. Al fine poi di organizzare meglio le attività del GAABE e di sveltire le decisioni da prendere, Francesca propone anche di aumentare il numero delle assemblee, portandole a una ogni due mesi, sfruttando magari la modalità on line. L’assemblea approva all’unanimità.

4. Proposta presentazione Saccomatto
Riguardo al quarto punto all’o.d.g. Francesca Cau interviene per rilanciare una proposta pervenuta da Sonia Cofone, riguardante un’azienda che produce sacchi per verdura e frutta fatti di cotone e impermeabilizzati con cera d’api, denominati “Saccomatto”. Si tratta di un prodotto naturale, ecologico e riciclabile, che va nella direzione di ridurre l’uso e l’impatto ambientale della plastica negli imballaggi. Il GAABE accoglie con favore questa proposta e invita la proponente ad organizzare presso il Casale una presentazione più dettagliata del prodotto.

5. Calendario ordini extrasporte per novembre e dicembre
In merito al calendario degli ordini extrasporte nei mesi di novembre e dicembre valgono le regole già più volte ribadite, e cioè evitare se possibile la sovrapposizione di più ordini nello stesso giorno e ,per il sabato, la coincidenza con il Mercatino del Biologico, al fine di ridurre al minimo il rischio di assembramenti.

6. Modalità di presentazione di una nuova azienda: promemoria
Per quanto attiene al punto 6, Fabio Guardabassi interviene per ricordare di aver mandato in rete recentemente le schede del produttore. Si tratta di questionari da mandare e far riempire alle aziende che contattiamo, da cui si possono desumere informazioni dettagliate sulla storia dell’azienda, sui prodotti e sui metodi di produzione, sulle certificazioni biologiche, sul contesto ambientale, sulle problematiche gestionali. Si invitano quindi tutti i soci che contattano un’azienda, a mandare e chiedere di compilare la scheda, presentandone i risultati all’assemblea.

7. Ordini extrasporta: in linea di massima un ordine è per la propria famiglia e non per amici e parenti
Sul punto 7 all’o.d.g. interviene Fabio Guardabassi per ricordare che in genere gli ordini extrasporta sono riservati ai consumi della propria famiglia. Se si ordina anche per amici o conoscenti, sarebbe opportuno prevedere una qualche forma di collaborazione per la logistica, soprattutto nel caso di ordini molto “corposi” da gestire. Monica Fermani e Francesca Alberino intervengono per dichiarare di aver ordinato agrumi anche per una cerchia più ampia di parenti e amici. Chiedono se ciò è possibile Francesca Cau interviene in proposito per distinguere gli ordini “di solidarietà”, come ad es. quello per gli agrumi di Rosarno o quello per il caffè Tatawelo, dagli altri ordini alle varie aziende agricole a cui ci rivolgiamo. Per i primi è opportuno, e anzi auspicabile, che si possa ordinare anche per una cerchia più ampia di persone, per far conoscere e sostenere iniziative solidali, sempre però impegnandosi per ridurre le difficoltà logistiche, magari, come suggerisce Stefania Urbano, venendo prima a prelevare i prodotti. Per gli altri ordini cosiddetti “ordinari” sarebbe bene invece contenere l’ordine nei limiti dei consumi familiari, o tuttalpiù invitare amici e conoscenti ad effettuare qualche donazione a favore del Casale, che per altro in questo momento si trova a dover garantire un servizio in condizioni di oggettiva difficoltà, con molte restrizioni e significative riduzioni delle entrate. In questo periodo, ad es. il Casale si trova costretto a svuotare la cantina mettendo in vendita prodotti alimentari e bevande che non potranno essere usati durante il lockdown. L’acquisto di questi prodotti può essere un modo per sostenere il Casale.

8. Presentazione del produttore di Cosmetici Faben s.r.l.
In merito al punto 8 all’o.d.g. interviene Marie Debicki per dire che già a luglio le era stato chiesto di presentare  Faben s.r.l., la piccola azienda familiare gestita da suo marito Carlo, e che produce creme cosmetiche per il viso. Marie cede la parola al marito Carlo, che dichiara di essere un farmacista che si dedica alla cosmesi, e in particolare alla produzione di 6 diverse creme per il viso, prodotte in confezioni da 30 ml, nel Lazio, e precisamente in un laboratorio di Bracciano, con componenti quasi tutte di produzione italiana, escluso l’olio di baobab, che proviene dal Senegal. Ogni crema ha una sua specificità: alcune sono vegan, altre no (perché contengono bava di lumaca). Tutti gli ingredienti sono certificati bio; fino a qualche tempo fa il prodotto aveva la certificazione dell’AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), a cui ora però Carlo ha deciso di rinunciare, perché costa troppo e non effettua di fatto nessun controllo. Raffele Mucciato chiede se la certificazione bio riguarda anche il processo di produzione o vale solo per gli ingredienti. Carlo risponde che nel campo della cosmesi non ci sono regole certe: una crema bio può non avere  tutti gli ingredienti bio, è sufficiente che ci siano 2 o 3 principi attivi bio. La maggior parte dei prodotti cosmetici non sono certificati bio. Francesca Cau, interviene per chiedere se l’olio di baobab è un prodotto del commercio equo e solidale. Carlo risponde che l’importatore lo garantisce come prodotto bio, ma non sa se rientra tra i prodotti del commercio equo e solidale. Dopo lunga e attenta discussione l’assemblea si dichiara interessata a provare questi prodotti, per altro già in vendita presso alcune farmacie e parafarmacie,  e decide di fare un ordine di prova, affidando l’incarico di responsabile dell’ordine a Maria Debicki, la quale si impegna a far pervenire in rete quanto prima il depliant con maggiori informazioni e il listino prezzi.

9. Ordini extrasporta: modalità per evitare sovrapposizioni di ordini con cancellazione ordini altri gaabisti.
Infine sull’ultimo punto all’o.d.g. prende la parola Francesca Cau, per segnalare un problema sollevato da Maria Antonietta Ialongo: e cioè il fatto che a volte nella scrittura degli ordini on line per errore i dati si sovrappongono nelle righe cancellando un ordine già scritto in precedenza da un’altra persona. Questo succede a volte se si fanno gli ordini dal cellulare. Francesca fa presente di aver mandato in rete la procedura di “proteggi intervallo”, che se applicata a dovere può evitare simili spiacevoli errori.

Non essendoci altro da discutere, la riunione termina alle ore 20.

Il segretario
Renato Conti